Come migliorare il rendimento scolastico: non più matematica, ma musica. Un sacco di musica

Una scuola elementare di Bradford vuole che si sappia che il ritrovato successo nei Sats si deve alle sei ore di musica a settimana per alunno

Abiha Nasir, nove anni, percorre tranquilla la piccola aula, si siede, si aggiusta l’hijab e prende in mano le bacchette. Mentre comincia a suonare, le appare un timido sorriso sul volto. Ha solo cinque anni quando si presenta ai gruppi pomeridiani della scuola elementare Feversham, lasciando di stucco gli insegnanti per la sua abilità musicale e per la confidenza che traspare quando suona lo strumento. L’anno scorso Abiha ha superato con successo le audizioni del programma musicale per alunni dotati e talentuosi delle scuole elementari di Bradford, prima musulmana a conseguire tale risultato. La giurata ha annotato una sola parola nei suoi appunti: “Caspita!

Gli insegnanti di Abiha dicono che questo talento sarebbe probabilmente passato inosservato in molte altre scuole, dove materie come la musica e l’arte sono soppresse a causa delle pressioni per raggiungere gli obiettivi SATs[1] e scalare le classifiche nazionali. Ma a Feversham, il direttore Naveed Idrees ha introdotto musica, arte e teatro in ogni aspetto della giornata scolastica, raggiungendo le sei ore a settimana per ogni bambino e ottenendo risultati degni di nota. Sette anni fa Feversham era soggetta a provvedimenti straordinari e finiva sui giornali per le più varie – e pessime – ragioni. Oggi è valutata come “buona” dall’Ofsted[2] ed è ai primi posti a livello nazionale per l’apprendimento della lettura, della scrittura e della matematica, stando ai dati recenti. Nel 2011 la scuola era 3,2 punti percentuali sotto la media nazionale in lingua inglese. Quest’anno il 74% dei suoi alunni ha raggiunto il livello atteso di lettura, scrittura e competenze matematiche, rispetto a una media nazionale del 53%. La scuola si trova 7,1 punti sopra la media di lettura e 3,4 punti sopra la media di scrittura. In campo matematico, la scuola si trovava 2,4 punti sotto la media nazionale nel 2011, e si trova ora 6,5 punti sopra. I risultati dei bambini con bisogni educativi speciali sono ben al di sopra della media.

L’inversione di rotta è ancora più significativa se si considera che il 99% dei 510 studenti presenti parla l’inglese come seconda lingua, e che la metà non ne conosce una sola parola all’ingresso. L’area esterna ai cancelli, Bradford Moor, è uno dei quartieri più poveri e popolosi della città. Quasi tre quarti della popolazione presente è di discendenza Pachistana, Bangladese e Indiana, rispetto al 25% della città in toto, rivela il censimento del 2011. Un recente influsso di rifugiati e un incremento di lungo periodo del numero di europei dell’est ha aggiunto tensioni in una zona dove il consiglio comunale ha notato che i diversi gruppi etnici “non sono particolarmente in buoni rapporti, né si trattano con rispetto”.

[1] SATs: Scholastic Aptitude Tests – Test di Attitudine Scolastica

[2] Ofsted: Office for Standards in Education, Children’s Services and Skills – Ufficio degli standard educativi, dei servizi e delle competenze infantili

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All’interno delle mura della scuola, invece, la storia è differente. Si parlano trenta lingue diverse, ma i piccoli imparano felicemente l’uno accanto all’altro. Gli studenti si esercitano con Shakespeare e coi Beatles, così come con gli inni di preghiera musulmani, i Nasheed. Imparano Hi Low Chickalow, il gioco da cortile in cui si battono le mani, e al contempo studiano le seconda guerra mondiale e le canzoni di Ahmad Hussain, un famoso YouTuber di Sheffield che si esibisce tutti gli anni presso la scuola.

Una “piccolissima percentuale” di genitori musulmani era preoccupata dall’ascolto di canzoni pop e di musica cristiana, riferisce il vivace referente musicale scolastico Jimmy Rotheram, che però dice anche come le stesse apprensioni siano svanite una volta visto il progresso dei figli. Un tempo il concerto di fine anno era presenziato da una sparuta manciata di genitori diffidenti, mentre oggi fa il tutto esaurito, tutti gli anni. La frequenza scolastica è salita al 98% come conseguenza dell’incremento delle ore di musica riservate a ogni alunno. Ogni bambino dispone di almeno due ore di musica a settimana, composte da una lezione di mezzora, seguita da altrettanti minuti di approfondimento, e da un’ora di musica collettiva con un musicista ospite e canto corale. Il canto è introdotto anche nelle altre materie, per cui spesso gli alunni cantano le tabelline e gli eventi storici.

Idrees, diventato direttore nel 2013, ammette che questo nuovo approccio è stato un “grosso rischio”, ma si dice ora convinto che possa trasformare altre scuole in difficoltà. “Eravamo sotto provvedimenti straordinari. Il morale del personale era a terra, i genitori non erano contenti della scuola, i risultati erano scarsi, nessuno voleva venire qui e avevamo problemi di bilancio. Una volta imboccata, è una spirale discendente. Perdere bambini vuol dire perdere denaro, quindi non riuscire ad attirare insegnanti e gettare quelli presenti nello sconforto. A ogni scadenza annuale l’Ofsted effettua i controlli e ne fa sempre e solo una questione di risultati. Avremmo potuto percorrere quella strada: aumentare i risultati, lo studio dell’inglese e della matematica, le classi di recupero, ma non l’abbiamo fatto. I risultati sarebbero arrivati, magari, ma abbattendo il morale dei docenti e rendendo odioso l’apprendimento. Noi vogliamo che ai bambini piaccia imparare.

L’approccio adottato dalla scuola è il metodo Kodály, che consiste nell’insegnamento, inizialmente inconsapevole, tramite giochi musicali. I bambini imparano il ritmo e alcuni gesti e movimenti delle mani, che li aiutano nella lettura, nella scrittura e nella matematica. Idrees riferisce della scoperta degli insegnanti che chiedere ai bambini di memorizzare passaggi de La Tempesta di Shakespeare, ad esempio, aiuta a migliorare la lettura e la scrittura. Secondo Idrees, nel dibattito sull’utilità dei SATs e delle classifiche si perde l’importanza dello sviluppo mentale e sociale dei bambini. Questa considerazione balza all’occhio considerando quanto accaduto a Bradford due anni fa, quando Asad Khan, un bambino undicenne di una scuola della parte opposta della città, si tolse la vita affermando di essere vittima di bullismo. I genitori cominciarono a bussare angosciati alle porte dei direttori di tutta Bradford, dice Idrees, preoccupati del benessere dei propri figli.

Dopo la morte di Asad, Feversham ha capitanato un progetto di aiuto rivolto ai bambini per la gestione del fallimento, della pressione dei coetanei e dell’influenza dei mezzi di comunicazione. “Molti di questi bambini riservati non sanno come affrontare le emozioni, non sanno come affrontare la negatività.” Al suo livello più basilare, il semplice atto del gioco può aiutare i bambini ad apprendere abilità sociali come il contatto visivo e il rispetto dei turni, mentre l’ascolto della musica in gruppo aiuta a sviluppare la concentrazione in un’epoca dominata da smartphone e tablet.

Il ruolo centrale della creatività ha migliorato i risultati dell’intera scuola, non solo dei più dotati musicalmente, sostiene Rotheram, aggiungendo come esso sia “tangibilmente più efficace delle simulazioni dei SATs. La mia speranza è che i direttori, e chiunque abbia il compito di metter mano al portafoglio, magari persino le persone che prendono decisioni importanti al governo, leggano della nostra scuola e comprendano che le materie creative non sono semplici aggiunte, ma elementi essenziali della crescita degli alunni.

Di nuovo nell’aula, Abiha si scatena in un altro impressionante assolo di tamburo, così forte che lo si può sentire dal campo giochi all’esterno. Si esercita a casa, spiega, ma solo sulla batteria della PS3 di suo padre, e su un tablet. Spera presto di poter passare a una batteria vera e propria: “Quella [della PS3] la vuole vendere e comprarne una vera. Sta facendo una stanza nuova con le pareti a prova di rumore, perché i vicini potrebbero denunciarci.

— Josh Halliday, da The Guardian del 03 ottobre 2017

Ringrazio sentitamente Simone Liberini per la traduzione dell’aticolo

Nella Accademia musicale Rondo’ si insegna utilizzando questo “metodo”. Siamo una delle poche in Italia ad essere accreditati.

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